Laboratorio di canto e musica espressiva

“In questa generazione ci pentiremo non solo per le parole e per le azioni delle persone cattive, ma per lo spaventoso silenzio delle persone buone.”

Martin Luter King

I Fase:  comunicazione non verbale”: in questa prima prima fase si porterà l’attenzione alla forza comunicativa ed espressiva del non verbale, attraverso il suono, porremo l’accento sul ritmo per aiutare i ragazzi ad esprimere gli eventuali blocchi espressivi e trasformarli. Con vasi di plastica o materiali di riciclo e nastro adesivo si costruiranno strumenti ritmici.

II fase: comunicazione di gruppo:

  1. Il ritmo personale, voce e strumento.
  2. Il ritmo Voce e strumento in piccolo gruppo.
  3. Il ritmo voce e strumento in grande gruppo.
  4. Costruzione di brani con i testi forniti dal laboratorio di scrittura creativa

Tutte le attività potranno essere svolte sia in presenza che a distanza, per l’evento finale i brani e gli effetti sonori potranno essere inseriti nel canovaccio in sinergia con le colleghe.

Laboratorio di decorazione artistica

L’arte in generale e la pittura in particolare sono strumenti incredibili per il riconoscimento e l’esternazione  di emozioni nelle relazioni con gli altri.

Le  abilità creative costituiscono l’importante obiettivo di crescita personale e di autostima, oltre a creare uno stato di benessere generale.

Il patrimonio di cultura e bellezza è il nostro valore, la nostra identità e nessuna forza oscura potrà togliercelo.. la luce batte ogni tenebra..

FASE I 

  • Fase di conoscenza e coinvolgimento creativo di gruppo

FASE II

  • Impostazione del disegno utilizzando anche le tecniche di percezione con l’emisfero destro, rivolta a stimolare l’attenzione e la percezione di forme e colori;
  • Colore e emozioni
  • Luce e ombra
  • Conoscenza delle tecniche pittoriche e di decorazione e dei materiali utilizzati.
  • Ideazione e creazione di elaborati artistici e elementi scenici

 

Laboratorio di movimento creativo

Il nostro corpo, nella danza, ha 12 punti fondamentali. Lo spazio, sempre nella danza, ne ha 9.

I FASE

In una prima fase propedeutica sarà svolto un lavoro  sui punti del proprio corpo, in modo da far prendere familiarità e consapevolezza  del corpo e dello spazio.

Ognuno avrà un proprio rettangolo immaginario dentro il quale si lavorerà col corpo.

II FASE

Sviluppare questi movimenti creativi sotto l’aspetto coreografico, seguendo e collegando le idee progettuali nate dal laboratorio teatrale e di scrittura, per cui descriveranno con il corpo quello che con la voce verrà raccontato.

III FASE – Coordinamento azioni

È un lavoro che si può fare con il singolo, con micro gruppi e con macro gruppi, e la cosa interessante è proprio quella che, non avendo danzatori professionisti, il movimento sarà naturale e spontaneo (non tecnico) dal quale potranno nascere una serie di dinamiche interessanti anche d’improvvisazione.

Laboratorio di scrittura creativa

Le parole costruiscono il viaggio interiore mettendolo in relazione con quello esteriore

per conoscere, capire, accettare il proprio lato creativo, e svilupparlo attraverso le parole;

per guardare le cose con occhi diversi.

E’un modo di esprimere e sperimentare cose che non si ha modo di vivere ogni giorno, staccare la spina e cimentarsi in cose nuove.

 

I Fase:  il viaggio interiore”: 

dedicato alle parole che aiutano ad uscire dall’inconsapevolezza. Infatti, scrivere  porta oltre, e si scopre di sapere qualcosa in più di quello che si pensa, qualcosa in più di quello che si conosce  consapevolmente. In questa fase bisogna insegnare ai ragazzi  che, per comunicare un concetto in modo efficace e credibile è preferibile evitare di affermarlo esplicitamente, perché si rafforza l’autenticità e l’efficacia comunicativa.

II Fase: “tante piccole storie”:

  1. Osservare una strada che incrocia altre forme artistiche ed espressive, da ispirare e da cui farsi ispirare
  2. Scrivere di sé per se stessi. Scrivere di sé per farsi conoscere e comunicare.
  3. Costruire il plot (sviluppo narrativo).
  4. La tecnica dello storytelling per scrivere.
  5. Le parole con cui ci raccontiamo.
  6. Riflettere sulle parole (parole piombo/parole finestre).

Laboratorio di teatro sociale

Il teatro sociale utilizza il linguaggio universale del teatro come mezzo per indagare nella vita delle persone, come mezzo per identificare i loro sogni e reinventare il loro futuro. Invita al pensiero critico e al dialogo. Si tratta di analizzare piuttosto che dare risposte, di agire e interagire e non solo parlare.

L’idea è quella di attivare lo spettatore, chiamato spett/attore, ponendolo al centro del lavoro teatrale, al fine di includere differenti rappresentazioni della realtà ed esplorarne possibili trasformazioni in forma creativa e socializzata.

Il teatro viene usato come strumento per il cambiamento sociale a livello individuale, locale e globale. 

“Creare un racconto, o dipingere un’immagine o comporre una poesia espone completamente l’adolescente alla critica. Quindi dovrà falsare tutto in modo da apparire sensibile o spiritoso, o duro o intelligente, a seconda dell’immagine che sta cercando di costruire agli occhi degli altri. Noi abbiamo l’idea che l’arte sia espressione di sé, allora esprimiamo noi stessi come alla ricerca di un’idea, ma ciò che stiamo facendo veramente è falsificare il tipo di immaginazione che pensiamo dovremmo avere. Pensiamo che le migliori idee siano eleganti, strane, diverse… geniali… La verità è che le migliori idee sono spesso non originali, banali.

Tanto più che un’idea osservata singolarmente può essere insignificante ma può acquistare importanza grazie a un’idea che la segue.

Sforzarsi per raggiungere l’originalità ti porta lontano dal tuo vero Io, e rende mediocre il tuo lavoro”.

Keith Johnstone

Fase I Giocare con la Spontaneità.

Liberarsi dai preconcetti e lasciarsi guidare dall’immaginazione.

Fase II Giocare pensando al Qui Ed Ora.

La presenza, non solo scenica, ma quella fisica dell’ascolto mio e dell’altro. Ascoltando ed accettando le proposte dell’altro.

Fase III Chi sono?

Vivere in scena le emozioni..

Fase IV Dove vado?

Lasciarsi trasportare dagli avvenimenti ascoltando tutto quello che accade in scena.

Fase V Giocare creando lo Spazio.

Costruisco in scena con i miei gesti con il mio corpo.

Fase VI Accettare l’errore e sfruttarlo.

L’errore è sempre considerato un punto di partenza e mai di arrivo. Nella pratica dell’improvvisazione si ride insieme dei propri errori e si riparte da essi per creare nuove storie e situazioni mettendosi in gioco il più possibile, non lasciando spazio a rimpianti o sensi di inadeguatezza.

Fase VII  Raccontare proprie esperienze e mettersi in gioco.

Essere fiduciosi verso gli altri ci permette di aprirci per essere pronti a ricevere: un giudizio costruttivo e un’altra visione di vita.